modello Bismark : accesso automatico per residenza
Germania :
assicurazioni sociali coprono il 90% della popolazione
assicurazioni private coprono il 7.5% della popolazione
il 6.7% ha entrambe le forme assicurative
Francia : assicurazione sociale obbligatoria (99%) + mutua integrativa
volontaria, diversa a seconda della professione
Canada :
libero mercato :
Svizzera : assicurazioni private e mutualistiche coprono il 97% della popolazione
con accesso volontario; la presenza di una popolazione ristretta e prevalentemente
agiata consente una buona funzionalità del modello.
USA : sebbene teoricamente la concorrenza dovrebbe portare ad una diminuizione
dei prezzi, la spesa sanitaria erode ancora il 15% del PIL. Problemi di
inefficienza => aumento dei costi => aumento dei premi assicurativi (spesa
certa di entità limitata affrontata dal soggetto per premunirsi
da una spesa incerta ma di entità non sostenibile)
assicurazioni private e mutualistiche : accesso volontario, diverse a seconda
della professione
organismi federali : accesso automatico
Medicare copre gli anziani
(> 65 anni; il 12% della popolazione). In a new analysis on the problems
6.5 million "dual eligible" people with both Medicare and Medicaid will
face when they transition from Medicaid to Medicare drug coverage in 1st
January 2006, the Medicare Rights Center recommends that Congress extend
Medicaid for a reasonable period during the transition to ensure that there
are no catastrophic consequences due to the disruption of drug regimenref.
On January 1, 2006, the Medicare Prescription Drug Improvement and Modernization
Act (MMA) will become a fact of life for 42 million Medicare beneficiaries
and their physicians. Between November 15, 2005, and May 15, 2006, patients
eligible for Medicare will have the opportunity to sign up for one of several
prescription-drug plans (PDPs) offered in their states. These PDPs come
in two varieties: stand-alone plans for those in fee-for-service Medicare
and plans associated with a Medicare Advantage health maintenance or preferred-provider
organization. Most states will have roughly 15 plans offered by private
companies, all with different premiums, deductibles, copayments, coverage
gaps, formularies, pharmacy networks, and geographic coverage. The plethora
of choices will be a mixed blessing, because even when features are compared
side by side, it will be difficult for beneficiaries to discern which plan
(if any) best meets their needs. Premiums are expected to average $33 per
month nationwide, but most states will have at least one plan that charges
less than $20 per month. (Premiums are expected to cover about 25 percent
of the standard drug benefit, with the government contributing the rest.)
The model plan entails a $250 deductible, followed by 75 percent coverage
for the next $2,000 in total drug costs ($750 in total out-of-pocket costs),
followed by the "doughnut hole" in which patients pay the next $2,850 in
drug costs. Once a patient has spent $3,600 during a calendar year, the
model plan, as outlined by Bach and McClellan in this issue of the Journal
(pages 2733–2735), covers 95 percent of any further prescription-drug costs.
Most of the plans differ somewhat from this model but offer benefits deemed
to be "actuarially equivalent." For example, 28 of 47 stand-alone plans
in California will have no deductible, whereas others will plug the doughnut
hole in exchange for a higher premiumref1,
ref2.
Resources available to physicians and patients on the Medicare prescription-drug
benefit :
for the practice :
materials for the office : can be printed or ordered from www.medicare.gov
and from numerous partner Web sites (e.g. www.aarp.org)
local information resources : www.medicare.gov, www.eldercare.gov, or 1-800-MEDICARE
continuing medical education credit : available throught the University
of Kansas certificate program for $ 15
practice tools : available at www.cms.hhs.gov/medlearn/drugcoverage.asp
about formularies :
requirements : all are approved by the government, include a broad range
of medically appropriate drugs to treat all diseases, and have mechanisms
to allow all nonformulary drugs to be provided through a streamlined appeals
and exceptions process.
direct comparison of local formularies : available at www.medicare.gov
for patients :
financial help : contact the Social Security Administration at www.ssa.gov/prescriptionhelp
or 1-800-772-1213. An application is required.
decision support : available at www.benefitscheckup.org
Medicaid copre le fasce di reddito più basso (l'8% della
popolazione)
il 12% dei residenti (ca. 40 milioni) non hanno un'assicurazione sanitaria
modello Beveridge : copre il 100% della popolazione residente con
accesso automatico
UK (National Health Service
(NHS)), founded in 1948, coordinated by 8 regional offices of the National
Health Service Executive (NHSE)
Italia (Sistema Sanitario
Nazionale (SSN), cui è destinato lo 0.8% del prodotto interno
lordo (PIL), il 66% del quale è destinato ad enti pubblici)
Evoluzione del SSN italiano :
riforma ospedaliera L.132/68 :
sistema mutualistico : sistema assicurativo parastatale che riceve
contributi statali
area enti ospedalieri. Gli ospedali da strutte di accoglienza nate
e sviluppatesi grazie a lasciti e donazioni, si trasformano in strutture
statali
area medicina scolastica, condotte mediche e ostetriche (comunale)
area dei servizi territoriali e consultori
area dei servizi territoriali e consultori
area dell'assistenza psichiatrica (provinciale)
Peculiarità :
generalità e obbligatorietà dell'assicurazione ospedaliera
costituzione degli enti ospedalieri
interventi finanziati dallo Stato col Fondo Nazionale Ospedaliero
piano sanitario nazionale (PSN) e regionale (PSR)
Il SSN garantisce :
prevenzione
cura
medico-generica
pediatrica
specialistica
ospedaliera
farmaceutica : il 1° gennaio 1994 entrò in vigore il primo prontuario
della Commissione Unica del Farmaco (CUF) che classificava i farmaci in
3 fasce :
classe A : farmaci ospedalieri, a carico dello stato ma con ticket
classe B : a carico parziale del cittadino (del 50%)
classe C : farmaci a carico interamente del cittadino
Dal 1° gennaio 2001 sono stati aboliti i tickets sui farmaci di fascia
A e B, che poi (iniziando forse dalla primavera 2002, se non prima) sono
stati ristabiliti progressivamente da varie regioni, esclusa la regione
Toscana.
riabilitazione
medicina legale
tutela
salute mentale
handicap
tossicodipendenze
anziani
gravidanza
scuola
termalismo terapeutico
ambiente
118
1978-1994 : prima riforma
sanitaria (L.833/78). Principi ispiratori :
unico ente erogatore
remunerazione delle prestazioni mediante rimborso delle spese sostenute
(i bilanci venivano gonfiati)
assistenza a tutti i cittadini
parità di standard assistenziale
chiusura dei consorzi provinciali antitubercolari (CPA)
Le Unità Sanitarie Locali (USL) guidate da comitati di gestione
nominati dai Comuni. La loro politicizzazione condusse al commissariamento
ed alla ...
1994 : seconda riforma sanitaria : istituzione delle Aziende
Sanitarie Locali (ASL)
L.421/92
L.502/92
L.517/93
L.419/98
L.229/99 ("riforma Bindi")
L.517bis/1999
Peculiarità :
regionalizzazione del SSN
aziendalizzazione delle USL in ASL
conduzione manageriale
responsabilizzazione della dirigenza
quota capitaria come strumento chiave del finanziamento
remunerazione delle prestazioni mediante corrispettivo determinato per
isorisorse (diagnosis-related group (DRG)) + finanziamento per funzione
(emergenza, trapianti, ...). Il corrispettivo viene determinato a partire
dalla media dei costi riportati nelle schede di dimissione ospedaliera
(SDO) (istituite nel 1991 e controfirmate dal primario della struttura
o dal responsabile medico del reparto) in più ospedali regionali
+/-2 deviazioni standard.
Le SDO contengono :
informazioni anagrafiche del paziente
iter del ricovero : regime di day-hospital, elezione, ...
natura della degenza : pagante o no
movimenti della persona all'interno dei reparti
notizie sulla dimissione : data, diagnosi, strutture a cui viene eventualmente
inviato il paziente
codici di diagnosi ICD-9
codici di intervento
Per rendere omogenee le DRG si tende a considerare sottogruppi : ad esempio
per l'appendicectomia esistono appendicectomia non complicata pediatrica,
appendicectomia non complicata adulto, appendicectomia complicata pediatrica,
appendicectomia complicata adulto). Un software (DRG grouper) raggruppa
i codici di diagnosi principale ... :
i DRG medici usano i codici di diagnosi principale di dimissione
(la condizione, identificata alla fine del ricovero, che risulta essere
la principale responsabile del bisogno di trattamento e/o di indagini diagnostiche)
i codici estremamente variabili nei costi (trapianti di fegato o di midollo
osseo, tracheostomia, HIV, politraumatizzati, ...) vengono analizzati a
parte
i DRG chirurgici usano i codici di intervento
... in 25 major diagnostic categories (MDC) e infine, tenendo conto
anche dei codici di diagnosi secondaria (condizioni che coesistono
al momento del ricovero o che si sviluppano in seguito e che influenzano
il trattamento ricevuto e/o la durata della degenza), in uno dei 492 DRG
specifici.
Rimborso = (costo del ricovero medio indipendentemente dalla diagnosi)
x (costo dell'operazione da retribuire). Tale approccio non era preciso
e si è introdotto il tariffario per DRG : il peso indica
tuttora la specializzazione di un ospedale. L'esistenza di un rimborso
fisso è un incentivo a contenere la spesa ed i guadagni possono
essere reinvestiti dalle AO nel modo preferito.
Modalità di erogazione delle prestazioni :
livelli uniformi di assistenza sanitaria
libertà di scelta del luogo di cura
requisiti minimi per l'esercizio di attività sanitarie
criteri che regolano i nuovi rapporti con gli erogatori
Meccanismi gestionali :
aziendalizzazione
direttore generale
contabilità analitica
Meccanismi di finanziamento :
determinazione della quota capitaria (nel PSN 1998-2000 : 1.652.840 lire,
per un totale di 110.000 miliardi)
responsabilizzazione regionale
divieto di indebitamento
finanziamento per prestazione
Sistemi di controllo (basandosi sull'idea che l'utente sa giudicare) :
verifica e revisione della qualità
indicatori per monitoraggio dell'efficienza e della qualità
Aziende :
azienda sanitaria locale (ASL), generalmente grande non più
quanto il Comune come per le USL, ma quanto la Provincia (ma a Milano ve
ne sono 3)
distretto sanitario di base (DSB) (in media 40,000 utenze ciascuna
: il numero è direttamente correlato all'efficacia della rete dei
trasporti) : in passato vi era la zona tra ASL e distretti. L'acquisto
dei medicinali al DSB non grava sul budget del medico di medicina generale
e consente allo stato un risparmio del 50%.
produzione (90-95% dei finanziamenti in Toscana)
committenza (controllo e verifica)
presidi ospedalieri
dipartimento di prevenzione
unità operativa di igiene degli alimenti e della nutrizione,
cui competono :
igiene di alimenti e bevande
sorveglianza nutrizionale
educazione alimentare
Funzioni :
vigilanza igienico-sanitaria
autorizzazione, pareri igienico-sanitari e soppressione di determinate
attività commerciali
sorveglianza dei focolai epidemici di origine alimentare
La prima definizione legale di alimenti viene data dal DM 31.3.1965, art.2
: "sostanze alimentari, i prodotti alimentari e le bevande nonchè
i preparati da masticare come il chewing gum ed analoghi. Per sostanze
alimentari devono intendersi i prodotti naturali derivanti dall'agricoltura,
zootecnia, pesca, ... (...), mentre per prodotti alimentari si intendono
prodotti manipolati e trasformati dalle industrie." Le disposizioni legislative
mirano a proteggere la salute del consumatore ...
prevenendo la contaminazione dei prodotti con controlli sull'igiene dei
locali, sugli impianti e macchinari di lavorazione, mezzi di trasporto,
esercizi commerciali e personale addetto
tutelando la genuinità dei prodotti (composizione, limiti e modalità
di impiego di additivi, coloranti, presidi sanitari, ...)
prevenendo inganni ai danni dei consumatori (stabilire denominazioni con
cui i prodotti devono essere posti in commercio fissandone i dati occorrenti
(peso, natura, ingredienti, data di scadenza, modalità di conservazione,
...) e vietandone la pubblicità ingannevole (disegni, frasi, ...,
che possono trarre in inganno sulla vera natura del prodotto o sulle sue
reali proprietà)
reprimendo le infrazioni regolandone gli accertamenti
Regio Decreto n.7045 del 3.8.1890
Regio Decreto n.1265 del 27.7.1934
L. n.322 del 5.4.1961
L. n.833 del 23.12.1978
D.Lgs. 105 del 25.1.1992
D.Lgs 216 del 6.7.1993
D.P.R. 317 del 30.4.1996
D.Lgs. 155 e 156 del 26.5.1997
DM 8.1.1998
L.164 del 21.5.1998
Reg.CEE n.1525/98 del 16.7.1998
Denominazione di origine controllata (DOC) :
Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) :
Denominazione di Origine Protetta (DOP) :
Indicazione Geografica Protetta (IGP) :
Indicazione Geografica Tipica (IGT) :
Specialità tradizionali Garantite (STG) :
DM 21.7.1998 (olio Toscano)
DM 29.9.1998 (olio Collina di Brindisi)
DM 13.10.1998 (prosciutto di San Daniele e Parmigiano Reggiano)
DM 13.12.1998 (radicchio rosso di Treviso)
DM 18.3.1999 (pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino)
controllo e finanziamento alle ASL e agli altri soggetti pubblici e privati
erogatori
Della prima riforma sanitaria restano
in vigore : principi ispiratori, obiettivi, uniformità della condizioni
di salute sul territorio nazionale, competenze dello stato.
Livelli essenziali ed uniformi di assistenza (LEA) determinati
dallo Stato :
sanitaria
collettiva in ambiente di vita e lavoro
profilassi per malattie infettive
inquinamento ambientale
lavoro
veterinaria
alimenti
distrettuale
di base
emergenza
farmaceutica
integrativa
specialistica ambulatoriale
ospedaliera
pronto soccorso (PS)
degenza ordinaria
day hospital
day surgery
a domicilio
riabilitazione
neurodegenza
trasfusioni sangue
tessuti
I consumatori, ovvero ...
imprese versano :
imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) alle Regioni
imposte e deficit al fondo sanitario nazionale (FSN) gestito
dal Ministero della Sanità (istituito nel 1958) ... :
..., che le ridistribuisce alle Regioni (Comitato Interministeriale
per la Programmazione Economica (CIPE)) e quindi alle aziende sanitarie
locali (ASL)
famiglie versano :
ticket direttamente alle aziende sanitarie locali (ASL)
imposte (imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF),
imposta
sul reddito delle società (IRES) (ex-imposta sul reddito
delle persone giuridiche (IRPEG))) e tasse al fondo sanitario
nazionale (FSN), che le ridistribuisce alle Regioni e quindi alle aziende
sanitarie locali (ASL)
prezzi premi assicurativi (33%) che erogano gli stessi prodotti
erogati dalle ASL eccetto le misure di igiene pubblica
La ridistribuzione alle Regioni del FSN (fondo sanitario regionale (FSR))
avviene secondo una quota capitaria e non tiene conto della diversa
età media dei residenti nelle varie Regioni (più alta in
Liguria e Friuli Venezia-Giulia), creando possibili conflitti.
L'accreditamento è una selezione degli erogatori di prestazioni/servizi
del SSN attraverso criteri di qualità dell'assistenza (50 crediti
annui per ogni medico). Vengono accreditati quegli enti o individui che
accettano il pagamento secondo DRG ed aderiscono alla verifica della qualità.
accreditamento autorizzativo : autorizzazione all'esercizio dell'attività
sanitaria ai privati in possesso di requisiti minimi strutturali,
tecnologici ed organizzativi elencati nel DPR 14.1.1997 (ad es. laurea,
criteri antisismici, di igiene, di sicurezza, ...), rilasciata dal sindaco
attraverso le ASL.
accreditamento istituzionale : conformità normativa a requisiti
ulteriori di qualificazione (elencati nel PSN) per l'accesso al mercato
ed all'esercizio delle attività sanitarie per conto del SSN,
rilasciata dalla Giunta Regionale con l'aiuto di una apposita commissione.
E' soggetto ad ispezione ed ordini esterni. Le camere di degenza devono
avere una superficie di 4 m2, devono esserci al massimo 4 posti
per camera, e si deve avere almeno 1 servizio igienico ogni 4 posti letto.
Inoltre almeno il 10% della degenza deve ospitare un solo posto letto (in
genere sotto questa dizione si intendono quei posti all'interno della terapia
intensiva o sub-intensiva). Altri requisiti necessari sono :
locali per visita e medicazione
locale per lavoro ed assistenza medica
locale per medico
locale per caposala
locale per il deposito di attrezzature e materiale della pulizia
locale per materiale sporco
locale per attesa per i pazienti
WC per i sanitari
Casi particolari
pediatria :
locale per i giochi e lo svago dei bambini
locale per l'accompagnatore
psichiatria : spazio per visite e colloqui
Esistono poi requisiti minimi impiantistici e tecnologici. In genere per
quanto riguarda i requisiti di gestione ed organizzazione della degenza
non ci sono grosse problematiche sia perchè le richieste non sono
eccessive sia perchè solitamente la figura della caposala riesce
nel suo ruolo. Al contrario è raro che i requisiti richiesti siano
presenti. Una volta accreditata la struttura può richiedere l'aiuto
di altre strutture od individui privati accreditati per il raggiungiento
di obiettivi all'interno del PSR, oppure di singoli collaboratori esterni
(accordi contrattuali).
accreditamento all'eccellenza : scelta volontaria di strutture che
svolgono attività clinica per garantire una qualità delle
attività sanitarie in continuo miglioramento. E' rilasciato da figure
professionali in collaborazione con enti scientifici. E' soggetto ad azione
di consulenza. Il periodo di accreditamento vale per tutti i 3 anni del
PSN, con verifiche da parte delle Regioni ogni 3 mesi : tuttavia dal 1997
al 2002 l'84% delle strutture non è ancora andato incontro ad alcuna
verifica.
Quindi per avviare uno spazio di sanità servono le 3 "A" : autorizzazione,
accreditamento
ed accordi contrattuali.
Gli obiettivi dell'accreditamento sono :
standardizzazione dell'ambiente di lavoro
garantire alla direzione interna e agli utenti una buona organizzazione
e sicurezza di strutture e attività
garantire all'utilizzatore l'attenzione all'organizzazione nel suo complesso,
alla sua soddisfazione ed al risultato finale dell'assistenza
Qualità (definizione ISO e art.10 della L.502/92) : globalità
di caratteristiche di un prodotto o servizio che si prestano a soddisfare
necessità implicite o dichiarate dell'utente. Secondo Ovretveit
qualità significa venire incontro alle richieste al costo più
basso :
programma per il continuo sviluppo del personale e dell'organizzazione
(qui la qualità coincide con l'accreditamento all'eccellenza)
attenzione uguale alla specificazione e alla misurazione come ad atteggiamenti
e relazioni
costruire sulle buone pratiche
aumentare la soddisfazione del cliente, diminuire i costi, aumentare la
produttività
In caso di errore professionale in ambito di strutture accreditate ci sono
gli estremi per avviare un procedimento penale e si ha inoltre un discredito
sia a livello personale sia della struttura. Il piano sanitario regionale
(PSR) gestisce il FSR : il governo della domanda è dei cittadini,
e tutti pretendono le indagini più costose, non sempre più
appropriate
in Lombardia vengono accreditati alcuni ospedali ed enti erogatori di servizi
(deregulation e devolution a privati). La regione riveste un ruolo di solo
controllo. Nella sanità privata gli acquisti sono meno burocratizzati
e le liste di attesa meno lunghe, ma c'è il rischio di inappropriatezza
della cura (viene scelta la più remunerativa per la clinica, non
la meno invasiva o rischiosa) e di offerta solo nelle aree più remunerative,
sovraccaricando la sanità pubblica di domande per prestazioni poco
remunerative. Sviluppo delle modalità di sostenzamento finanziario
all'autosoddisfacimento :
buono : da caregiver familiare (solidarietà/vicinato/associazione)
voucher socio-sanitario : da caregiver professionali
L'offerta non è governata. Il deficit prodottosi nella sanità
pubblica lombarda non potrà essere sanato da un'aumentata tassazione,
bloccata dal decreto di programmazione economica e finanziaria (DPEF),
e dal 2004 gli ospedali con bilanci in passivo non verranno più
sostenuti e potranno dichiarare fallimento.
in Toscana vengono accreditate alcune attività (ad es. pronto soccorso,
chirurgia, ...). Il piano sanitario toscano 2002-2004 prevede :
responsabilità collettiva
libertà all'interno dell'attività programmata
universalità
accoglienza
unicità
centralità del territorio
sostenibilità
partecipazione
medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS)
società della salute (SdS) : comuni, ASL, terzo settore (Misericordie,
Pubblica Assistenza (PA), volontariato)
devoluzione (federalismo) : accordo stato-regioni del 8.8.2001 distingue
tra regolatore del sistema sociosanitario e proprietario della rete pubblica
programmazione attraverso le aree vaste di Pisa, Firenze e Siena
Le ASL girano ...
tariffe alle
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS)
aziende ospedaliere (AO) / cliniche universitarie (secondo la L.229/99
("decreto Bindi") sono tali gli ospedali associati a poli universitari,
dotati di grande dipartimento di emergenza-urgenza (DEU) e/o almeno 3 scuole
di altissima specializzazione, e di riferimento su base regionale/interregionale;
ad esempio nella regione Toscana ve ne sono 4 : AO Santa Chiara di Pisa,
AO Siena, AO Careggi di Firenze e AO Meyer di Firenze (sebbene quest'ultima
non sia sede di Facoltà nè dotata di grande DEU, è
centro di altissima specializzazione per malattie pediatriche))
istituti privati di ricovero e cura convenzionati col SSN
Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.)
Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (ASSR)
budget su tariffe ai presidi ospedalieri / ospedali classificati
(ad esempio in Toscana l'ospedale di Cisanello a Pisa)
..., le quali erogano prestazioni per i consumatori (famiglie, stato ed
imprese) :
igiene
medicina generale
medicina specialistica
ospedali
farmaci
altro (assistenza a portatori di handicap, anziani, ...)
Demografia : dal 1881 in Italia si effettua
un censimento della popolazione ogni 10 anni, che fornisce dati su ...
ammontare della popolazione presente e residente
incremento medio annuo rispetto al censimento precedente
Negli ultimi anni la crescita della popolazione è dovuta agli immigrati
perchè il numero dei cittadini italiani deceduti supera quello dei
nati vivi.
distribuzione per sesso
percentuale di popolazione di ciascun sesso
rapporto di mascolinità (maschi per femmina)
distribuzione per età
piramide delle età (in Italia l'invecchiamento della popolazione
per l'aumentata speranza di vita e la diminuita fecondità sta trasformando
la "piramide" in una "botte")
età media =
indice di vecchiaia
indice di dipendenza = popolazione improduttiva (tra 0 e 14 anni
e sopra i 65 anni) / popolazione potenzialmente produttiva (tra 14 e 65
anni)
dimensioni dei centri di residenza
luogo di nascita
stato civile
grado di istruzione
attività professionale
composizione del nucleo familiare
grado di pendolarismo
...
Indicatori di efficienza e di qualità del SSN OMS, 1990 (inclusi
nel Decreto del Ministero della Sanità 24/7/1995) :
sopravvivenza
speranza di vita alla nascita, per sesso
piramide delle età
curva di Lexis
: numero delle morti per età. Negli ultimi anni è diminuita
la mortalità infantile e si sono creati nuovi picchi attorno ai
20 anni (traumi incidenti), 40-50 anni (tumori) e 80 anni (speranza di
vita media)
mortalità generale = 9.9 morti all'anno per 1000 abitanti nel 1999
(a fronte di un tasso di natalità dil 9.3 nascite all'anno per 1000
abitanti, l'Italia ha un tasso di crescita di -0.6)
percentuale del PNL destinato al settore sanitario
distribuzione del reddito
percentuale di spesa sanitaria finanziata da
amministrazione pubblica (centrale o locale)
sicurezza sociale (assicurazioni obbligatorie)
assicurazioni private
paganti in proprio (128 mila miliardi di lire versati ala sanità
pubblica; 78 mila miliardi di lire versati alla sanità privata)
percentuale di popolazione a livello di povertà
percentuale di popolazione attiva in cerca di lavoro
progresso nel campo della medicina di primo intervento
percentuale di popolazione del SSN passando attraverso medicina di primo
intervento
percentuale di primi contatti con specialisti
numero di medici operanti esclusivamente nei servizi di primo intervento
numero di personale non medico, distinto in categoria (infermieri, operatori
sociali) operanti nella medicina di primo intervento
percentuale di infermieri che lavorano esclusivamente in ospedale
percentuale della spesa sanitaria assorbita dal prodotti medicinali di
primo intervento
disponibilità dei servizi
accessibilità dei servizi
tempo medio tra emergenze e intervento
percentuale di popolazione con possibilità di accesso a centri di
medicina di prima intervento, distinta in base alla distanza da questi,
entro 15, 30 o 60 minuti
intasamento dei servizi (numero di persone in lista di attesa)
utilizzazione dei servizi
durata media della degenza ospedaliera = (numero di giorni di degenza)
/ (numero di ricoveri(
tassi di occupazione, per tipo di servizio = (numero di giorni di
degenza) / (posti letto x 365) [decimale o %]
indice di turnover = (numero di posti letto x 365 - numero di giorni
di degenza) / (numero di ricoveri)
percentuale di bambini vaccinati contro malattie specifiche (herd immunity)
costo per unità di servizio
La qualità si misura dal prodotto e condiziona la soddisfazione
dell'assistito, la credibilità e la stima, la reputazione e l'identità
del SSN, il coinvolgimento, la soddisfazione e le performance dei professionisti,
competizione tra organizzatori :
Numero medio di posti letto per 1000 abitanti : 6
Costo dei ricoveri ospedalieri :
450 € al giorno in reparti di medicina
700 € al giorno in reparti di chirurgia
Finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) :
50% dalla manovra finanziaria
45% dalle detrazioni dalle buste-paga
5% dai ticket
Ripartizione dei finanziamenti :
mantenimento aziende ospedaliere (AO) : 48%
mantenimento aziende sanitarie locali (ASL) : 48%
assistenza domiciliare integrata (ADI) : 2%
opere di prevenzione : 2% (spesso lasciato inutilizzato o preso come "tappa-buchi")
personale (48%)
beni/servizi (22%)
farmaceutica (11.5%)
assistenza medico-generica (5-7%)
specialistica convenzionata interna (1%)
specialistica convenzionata esterna (1%)
assistenza ospedaliera in convenzione (3.3%)
altre prestazioni di assistenza sanitaria (6%)
altri fattori
Un programma sanitario è costituito da un insieme di risorse
riunite e messe in campo per fornire ad una data popolazione ...
Pianificazione : processo deterministico, continuo e dinamico
di previsione di risorse e servizi richiesti per conseguire obiettivi determinati.
piano (pianificazione strategica che richiede 5-10 annni) : identificazione
dei problemi => definizione delle priorità => fissazione degli obiettivi
=> ordinare le attività in modo cronologico => identificare le tappe
di ciascuna attività => identificare le attività indicando
data di inizio e termine
programma (pianificazione tattica che richiede 3-5 anni) : fissazione
degli obiettivi specifici => determinazione delle azioni => previsione
delle risorse necessarie
gestione (pianificazione operativa che richiede 1 anno) : fissazione
degli obiettivi operativi => attuazione del programma => valutazione
Evoluzione della definizione di bisogno sanitario : disturbo dello
stato di salute come definita dall'OMS (teoria umanitaria di Donabedian,
1974) => interventi a ragionevole costo (Matthew, 1971) => carenza sanitaria
determinaata scientificamente che richiede misure preventive e curative
e, in ultima analisi, delle misure di controllo e di rimozione (OMS, 1980)
Bisogno sanitario .. :
presente
percepito
espresso
inespresso (ad es. problemi in ambito ginecologico/genitale maschile in
pazienti anziani)
offerta presente
offerta assente
non percepito => domanda inespressa (ad es. ipertensione arteriosa sistemica)
offerta assente => non emerge
offerta presente => inutilizzata
assente
spreco => domanda espressa
offerta presente => intervento inutile
offerta assente => induzione offerta
domanda inespressa => offerta presente => spreco => induzione di domanda
Metodi di gestione e finanziamento influenzano risorse, organizzazione
ed erogazione dei servizi richiesti dai bisogni sanitari.
La funzione di produzione : quantità di un tipo di risultato
(Q) = f (forza lavoro (L) x K (capitale) x T (livello tecnologico))
input : risorse = capitale + forza lavoro disponibili per attivitità
produttive
processi : tecniche di produzione e trasformazione per tradurre
output : risultati
La formula è valida solo se c'è :
efficienza : procedura che comporta il minimo di spesa, sprechi
e sforzi, oppure producedura che permette di ottenere il massimo controvalore
in cambio del denaro speso
efficacia : misura la capacità di trasformare le risorse
in risultati, cioè di raggiungere l'obiettivo prefissato
efficienza (in economia sanitaria) : risorse indispensabili ad ottenere
l'effetto voluto / risorse effettivamente impiegate
Economie :
economie pianificate le scelte vengono fatte dal potere centrale.
Vi sono numerosi problemi da affrontare : prezzo, organizzazione, gestione,
equità.
economie di mercato : confronto tra esigenze dei consumatori e dei
produttori. Problemi : divergenza di interessi (visogno sanitario vs. necessità
di guadagno)
economie miste : stato interagisce col mercato nell'efficacia delle
scelte, attraverso le tasse e le normative sul mercato.
Costo delle strutture sanitarie :
costi diretti : risorse consumate nel fornire una prestazione e
quelle utilizzate per combattere gli effetti negativi (ad es. infezione
nosocomiale)
costi indiretti : mancato guadagno dei soggetti sottoposti all'intervento,
ad esempio per il tempo di eventuali attività, per l'assenza nei
giorni lavorativi
costo totale
costo medio : costo totale / numero di unità di produzione
costi fissi : necessari per avviare un'attività di produzione,
indipendente dalla quantità di produzione
costo variabile : direttamente proporzionale alla quantità
di produzione
costo di spesa corrente : per il mantenimento o per l'incremento
dell'attività produttiva (ad es. costi di salario del personale,
bollette, quote dei farmaci, ..)
costo di capitalizzazione : relativi ad iniziative che abbiano una
durata superiore all'anno (ad es. costruzione di un immobile)
costo marginale : misura delle risorse associato ad un piccolo cambio
incrementale di produzione (ad esempio introduzione di un altro vaccino
nella scheda vaccinale)
Benefici ai pazienti :
benefici diretti : costi inerenti diagnosi, cura e riabilitazione
della malattia evitati in seuito al successo dell'intervento
benefici indiretti : guardagni delle attività lavorative
del soggetto trattato che potevano interrompersi in caso di malattia
I costi ed i benefici immateriali o intangibili sono gli effetti,
non quantificabili direttamente in termini monetari, che i soggetti giudicano
collegati all'intervento, per cui esistono le assicurazioni private.
Analisi :
cost-effectiveness analysis (CEA) : confronto tra costi per interventi
paragonabili / unità di effetto
cost-benefit analysis (CBA) : confronto tra costi per interventi
non paragonabili (ad es. screening o terapia precoce) / unità di
effetto
cost-utility analysis (CUA) : confronto tra costi / giorni di salute
o anni di vita guadagnati
Assistenza domiciliare
integrata (ADI) è destinata a :
patologie inguaribili e/o in fase terminale (ad es. pazienti neoplastici)
fasi acute di patologie croniche
bambini con patologie gravi severe
anziani
dimissioni strutture sanitarie
disabili gravi
Responsabili :
delle attività : responsabile distrettuale dell'ADI
dell'assistenza : MMG
Requisiti necessari :
consenso di paziente e famiglia
mantenimento di una continuità assistenziale
valutazione multidimensionale dello stato funzionale del paziente
predisposizione e realizzazione di un piano personale in cui siano definite
tipologia, quantità e durata delle prestazioni
erogazione di tipo assistenziale diversificate non necessariamente integrabili
ma ugualmente necessarie e un'adeguata assistenza
priorità e considerazione in ogni caso del rapporto costo/beneficio
Livelli di ADI :
bassa intensità : estemporanea o di primo livello; solitamente pazienti
non autosufficienti con patologie a decorso cronico, l'assistenza medica
è periodica, quella infermieristica estemporanea e quella familiare-sociale
quotidiana
media intensità : pazienti multiproblematici (patologie croniche
severe) che necessitano un'assistenza personalizzata, riformulata periodicamente;
di conseguenza serve un'assistenza medica ed infermieristica più
frequente, talora quotidiana
alta intensità : pazienti critici (comi vigili, insufficienze respiratorie
con ventilazione assistita, etc..) che richiedono cure intensive e coordinate,
con assistenza plurisettimanale/quotidiana e disponbilità notturna/festiva
e continuità delle assistenza specialistiche
Diritti del paziente terminale :
ad essere informato se lo desidera
a partecipare alla decisione che lo riguarda ed al rispetto della sua volontà
al sollievo dal dolore e dalle sofferenze
a interventi che prolunghino il morire
ad esprimere emozioni
all'aiuto psicologico ed al conforto spirituale, secondo le sue convinzioni
o fede
alla vicinanza della famiglia
a non morire solo
a morire in pace e dignità
a cure ed assistenza nell'ambiente desiderato
a non essere informato e a ricevere risposte veritiere
Per quei nuclei familiari che non possono fare ADI a pazienti in fase terminale,
vi sono 2 possibilità :
hospice
ospedale di comunità
..., presso i quali i pazienti restano gestiti dal loro MMG.
L'anello debole dell'attuale catena è la necessità di
ricorrere ai medici di guardia, che non garantiscono continuità
nel rapporto medico-paziente. Un'alternativa è la realizzazione
di unità di cure primarie, ognuna costituita da più
MMG ed alcuni specialisti ospedalieri che si muovono sul territorio, eventualmente
nell'ambito di una specialistica convenzionata interna.
medicina di associazione
medicina di gruppo
medicina in rete
In tal modo la spesa dei singoli MMG rientra meglio nei budget assegnati,
e si scoraggia l'abitudine psicologica di rivolgersi alle postazioni di
PS. Pazienti con patologie severe vengono così lasciati sul territorio
e le cartelle cliniche conservate al loro domicilio. E’ da ricordare anche
che un MMG convenzionato con il SSN, con un massimale di circa 1500
pazienti, registra durante la giornata dalle 30 alle 50 prestazioni
tra visite ambulatoriali, telefoniche, domiciliari ed altri atti medici.
Il MMG gestisce :
prescrizione dei farmaci
prescrizione di visite specialistiche
prescrizione di ulteriori procedure diagnostiche
prescrizione di ricovero
rinvio a casa
Dovrebbe essere compito del MMG fissare una data per le indagini prescritte
: quelle di screening possono essere posticipate, governando la necessità
psicologica del paziente che vorrebbe eseguirla subito.
Il sistema collasserà laddove non si riuscirà a governare
la domanda.
Vaccinazioni obbligatorie
in Italia :
per i neonati e l'età evolutiva
anti-difterite
: L. 6 giugno 1939 n° 891, L.7.3.1940, L. 27 aprile 1981 n° 166
anti-tetano
: 5.3.193 => DPR 7.9.1965 => L. 20 marzo 1968 n° 419 => 27.4.1981
3° mese (8^ settimana) : DTP,
IPV,
HBV,
[Hib
(Hib sarebbe più utile alla 4°settimana, ma posticiparlo consente
l'utilizzo di una preparazione esavalente commercializzata, riducendo la
spesa sanitaria e migliorando la compliance; il vaccino eptavalente offerto
in Puglia include anche anti-HAV)]
5-6° anno : DTP,
[MMR
: booster poichè hanno drift verso l'età avanzata : poichè
la prima dose è stata anticipata dal 15° al 12° mese, il
booster viene anticipato dall' 11-18° anno al 5-6°anno)
Td: vaccino antidifterico-tetanico per adulti, contenente soltanto 2 Lf
di anatossina difterica
Hib: vaccinazione anti-Haemophilus influenzae b
* Nei bambini nati da madri positive per HBsAg, da somministrare entro
12-24 ore, contemporaneamente alle immunoglobuline
specifiche antiepatite B;
il ciclo va completato da una seconda dose a distanza di 4 settimane dalla
prima, da una 3^ dose dopo il compimento della ottava settimana e dalla
4^ dose in un periodo compreso tra l'11° ed il 12° mese di vita,
in concomitanza con le altre vaccinazioni.
°° E' possibile la somministrazione simultanea, in un'unica
seduta vaccinale, delle vaccinazioni antidifterico-tetanica-pertossica,
antiepatite virale B, antipoliomielitica ed antimorbillo-parotite-rosolia,
anticipando quest'ultima al 12° mese di vita. Qualora non sia stato
possibile somministrare una dose di vaccino MPR entro i 24 mesi di vita
, è necessario utilizzare ogni seduta vaccinale successiva per il
recupero
dei soggetti non vaccinati.
# L'offerta attiva della seconda dose di routine della vaccinazione
antimorbillo-parotite-rosolia è epidemiologicamente importante soltanto
dopo il raggiungimento di coperture vaccinali pari o superiori all'80%
nella popolazione bersaglio (bambini di età inferiore a 24 mesi
di vita).
I vaccini possono essere somministrati simultaneamente; numerosi studi
hanno dimostrato che non esistono interferenze che possano compromettere
l'efficacia della risposta immunitaria in caso di somministrazione contemporanea
dei vaccini comunemente usati per l'immunizzazione dei bambini. Per ottenere
un rinforzo a lungo termine dell’immunità conferita dal ciclo primario,
si raccomanda che una dose di richiamo di vaccino DT o DTP venga effettuata
in età pre-scolare (5-6 anni).
La vaccinazione contro la pertosse, contro il morbillo, la parotite,
la rosolia e quella contro le forme invasive da Hib
sono invece raccomandate; come già detto, la vaccinazione contro
la pertosse può somministrata in associazione con il DT o con altri
antigeni, usando vaccini combinati. Anche le vaccinazioni contro il morbillo,
la parotite e la rosolia possono essere somministrate, oltre che in forma
singola, con il vaccino combinato (MPR), entro il 24° mese di vita
e, preferibilmente, al 12° - 15° mese (vedi circolare
n. 12 del 13 luglio 1999 ).
La vaccinazione contro le infezioni invasive causate dallo pneumococco
è raccomandata per i bambini, di età inferiore a 5 anni che
presentino alcune condizioni che li espongono a maggior rischio (vedi circolare
n. 11 del 19 novembre 2001).
per gli adulti, alcune vaccinazioni sono obbligatorie per determinate
categorie di persone e di lavoratori:
la vaccinazione anti-tetanica
è obbligatoria, oltre che per tutti gli sportivi affiliati al
CONI, per i lavoratori agricoli, i metalmeccanici, gli operatori ecologici,
gli stradini, i minatori e gli sterratori, etc., secondo l'elenco riportato
nella Legge del 5 marzo 1963, n° 292; il DPR
n. 464 del 7 novembre 2001 ha recentemente modificato la cadenza con
cui effettuare i richiami periodici della vaccinazione, cadenza peraltro
già da tempo suggerita con alcune circolari del Ministero della
Salute, di cui l’ultima è la circolare
n.16 dell’11 novembre 1996. Il tipo di trattamento in caso di ferite
deve essere valutato caso per caso dal medico del Pronto Soccorso o dal
medico curante, sulla base delle caratteristiche della ferita e dello stato
vaccinale del soggetto; è particolarmente importante, quindi, che
le vaccinazioni antitetaniche, ed i relativi richiami, vengano registrate
su un apposito certificato di vaccinazione conservato con cura dai diretti
interessati.
Nel caso di soggetti adulti che non abbiano mai ricevuto vaccinazione
antitetanica, e di ferite contaminate da materiale terroso (comprese
le
ferite lievi) il trattamento prevede la somministrazione di 250 UI di immunoglobuline
antitetaniche umane (TIG) e, contemporaneamente, l'inizio del ciclo di
vaccinazione antitetanica, con somministarzione della prima dose in sito
diverso da quello utilizzato per le TIG, seguita, a distanza di 4 settimane
e di 6-12 mesi, dalla seconda e terza dose rispettivamente.
Se il soggetto risulta essere stato vaccinato regolarmente (ciclo primario
di 3 dosi ed una o più dosi di richiamo), non è necessaria
la somministrazione di immunoglobuline, bensì è sufficiente
una dose di vaccino se il tempo trascorso dall'ultimo richiamo è
compreso tra 6 e 10 anni; se il tempo trascorso è inferiore a 5
anni, non è necessario alcun trattamento oltre la detersione della
ferita.
La vaccinazione antitetanica è obbligatoria per tutti i nuovi nati
a partire dalla fine degli anni '60; tutti i bambini e i ragazzi dovrebbero
pertanto, a meno di particolari controindicazioni, essere stati vaccinati.
Nel caso di bambini o di adulti che abbiano ricevuto una sola dose di
vaccino, in caso di trauma o ferite è possibile completare il
ciclo se il tempo trascorso dalla prima inoculazione non è superiore
ad un anno; nel caso in cui il soggetto abbia ricevuto 2 dosi di vaccino,
il ciclo può essere completato se il tempo trascorso dall'ultima
dose è inferiore a 5 anni. In caso contrario, il ciclo vaccinale
deve essere ripreso ex novo. Nei bambini non vaccinati le immunoglobuline
antitetaniche debbono essere utilizzate in base al peso corporeo (7 UI
per Kg, fino ad un massimo di 250 UI) (Circolare n° 52 del 9 agosto
1982).
La vaccinazione vaccinazione
antitifica
era obbligatoria per gli addetti ai servizi di approvvigionamento idrico,
ai servizi di raccolta e distribuzione del latte, ai servizi di lavanderia,
pulizia e disinfezione degli ospedali, per le reclute, e per altri lavoratori,
ma tale obbligo è cessato con l’abrogazione del D. C. G. 2 dicembre
1926 e dell’art. 38 del D.P.R. 26 marzo 1980 n° 327, ad opera rispettivamente
dell’art. 32 della Legge 27 dicembre 1997, n. 449 e dell’art. 93 della
Legge 27 dicembre 2000, n° 388; l’art. 93 della legge 388/2000, comunque,
conferisce alle Regioni, in casi di riconosciuta necessità e sulla
base della situazione epidemiologica locale, la possibilità di disporre
l’esecuzione della vaccinazione antitifica in specifiche categorie professionali.
La vaccinazione
antitubercolare (BCG)
era obbligatoria, secondo la legge 14 dicembre 1970 n° 1008, per il
personale medico ed infermieristico, per le persone conviventi con soggetti
affetti da tubercolosi, per i ragazzi di età di compresa tra 5 e
15 anni residenti in zone depresse ad elevata morbosità tubercolare
(indice tubercolinico maggiore del 5% nei bambini di 6 anni), per le reclute
all'atto dell'arruolamento ; il DPR
n° 465 del 7 novembre 2001, emanato ai sensi dell’ art 93 della
Legge 27 dicembre 2000, n. 388, ha stabilito che la vaccinazione antitubercolare
è ora obbligatoria soltanto per il personale sanitario, gli studenti
in medicina, gli allievi infermieri e chiunque, a qualunque titolo, con
test tubercolinico negativo, operi in ambienti sanitari ad alto rischio
di esposizione a ceppi multifarmacoresistenti, oppure che operi in ambienti
ad alto rischio e non possa essere sottoposto a terapia preventiva, perché
presenta controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici.
Oltre alle vaccinazioni obbligatorie, esistono anche vaccinazioni raccomandate
per alcune categorie professionali considerate maggiormente a rischio per
talune infezioni ovvero per alcune categorie di persone suscettibili di
andare incontro a serie complicazioni in caso di infezione.
La vaccinazione contro l'HBV
è raccomandata, e offerta gratuitamente, agli operatori sanitari
e al personale di assistenza degli ospedali e delle case di cura private,
alle persone conviventi con portatori cronici del virus dell'epatite B,
agli operatori di pubblica sicurezza, ai politrasfusi e agli emodializzati
e a tutte le altre categorie indicate nel D.M. del 4 ottobre 1991; l’aggiornamento
del protocollo per l’esecuzione della vaccinazione contro l’epatite virale
B è stato effettuato con il D.M.
20 novembre 2000 , con relativa circolare
esplicativa n. 19 del 30 novembre 2000.
la vaccinazione contro l'influenza
è raccomandata alle seguenti categorie di persone:
soggetti in età infantile ed adulta affetti da:
malattie croniche debilitanti a carico dell'apparato respiratorio, circolatorio,
uropoietico
malattie degli organi emopoietici
diabete ed altre malattie dismetaboliche
sindromi da malassorbimento intestinale
fibrosi cistica
altre malattie congenite o acquisite che comportino carente o alterata
produzione di anticorpi
patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
soggetti al di sopra di 65 anni di età
soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio
bambini reumatici (dai 2 anni in su) soggetti a ripetuti episodi di patologia
disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico,
a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
La vaccinazione è controindicata per le persone con ipersensibilità
alle proteine dell'uovo o ad altri componenti del vaccino, a meno di una
attenta valutazione dei benefici in confronto ai possibili rischi, tenendo
conto della possibilità di ricorrere alla chemioprofilassi con agenti
antivirali (amantidina) in caso di effettiva necessità. La vaccinazione
deve essere rinviata in caso di manifestazioni febbrili in atto. La campagna
di vaccinazione anti-influenzale, sulla base delle indicazioni contenute
nella Circolare sull'argomento emanata ogni anno dal Ministero della Salute,
viene effettuata a cura dei Servizi di Prevenzione delle Aziende Sanitarie
Locali.
la vaccinazione contro le infezioni da pneumococco
è consigliabile alle persone di età superiore a 65 anni o
sofferenti di malattie croniche e debilitanti a carico dell'apparato cardiovascolare,
broncopolmonare, renale, o con asplenia (mancanza della milza) funzionale
o a seguito di intervento chirurgico.
la vaccinazione
antitifica,
così come quella anti-HAV
(dai 2 anni) e HBV,
l'anti-poliomielitica,
l'anti-tetanica,
l'antimeningococcica,
l'antirabbica
e quella contro la febbre
gialla
possono essere indicate per i viaggiatori che si rechino all'estero in
zone endemiche o comunque considerate a rischio, dopo avere effettuato
una attenta valutazione della tipologia del viaggio e della destinazione
dello stesso. La vaccinazione contro la febbre gialla o antiamarillica
è raccomandata nel caso di viaggi in alcune zone del mondo in cui
la malattia è endemica, ed è richiesta obbligatoriamente
per l’ingresso in alcuni Paesi (vedi speciale
febbre gialla).
Il regime d'obbligo, comunque, non costituisce necessariamente una classificazione
di maggior pericolosità delle malattie per la cui prevenzione vengono
effettuate, rispetto alla sola raccomandazione; piuttosto, l'obbligatorietà
è stata determinata da particolari atteggiamenti culturali storicamente
presenti al momento della loro introduzione. Non esiste una graduatoria
di importanza che comporti il diverso regime di obbligatorietà o
facoltatività delle vaccinazioni. Ragioni storiche ed epidemiologiche
hanno condizionato la scelta dell'obbligatorietà per l'infanzia
della vaccinazione antipoliomielitica e antidifterica-antitetanica (manifestazioni
epidemiche, elevata incidenza, letalità, esiti invalidanti). Gli
orientamenti attuali propendono per regimi basati sul consenso e sulla
partecipazione della popolazione a programmi di prevenzione collettiva
(Circolare n° 13 del 6 giugno 1995). E' comunque da tenere presente
che anche nei Paesi in cui le vaccinazioni per l'infanzia sono facoltative,
esistono dei metodi indiretti per assicurare le coperture vaccinali giudicate
necessarie per il raggiungimento degli obiettivi fissati (eradicazione
o eliminazione della malattia), come ad esempio la richiesta della certificazione
di avvenuta vaccinazione per l'ammissione a scuola o a collettività
infantili, quali asili nido, centri ricreativi, etc... Ciò è
ben rappresentato dalla gratuità di tutte le vaccinazioni effettuate
nell'interesse della salute pubblica e nell'obbligo della loro offerta
attribuito ai Servizi territoriali, come previsto dalla Circolare n°
13 del 6 giugno 1995 e dalla definizione, ad opera del Piano Sanitario
Nazionale 1998-2000, di obiettivi per la prevenzione di alcune malattie
infettive, esemplificabili nel raggiungimento in tutti i bambini di età
inferiore a 24 mesi di coperture vaccinali non inferiori al 95% per difterite,
tetano, poliomielite, epatite B, morbillo, parotite, pertosse, rosolia,
infezioni invasive da Hib e nelle persone al di sopra dei 64 anni di coperture
non inferiori al 75% per influenza. Sono gratuite, presso le strutture
del Servizio Sanitario Nazionale, le vaccinazioni obbligatorie e le vaccinazioni
raccomandate con atti formali del Ministero della Salute (decreti ministeriali,
circolari) e delle Regioni (ordinanze, deliberazioni delle Giunte regionali
e Leggi Regionali). L'articolo 1, comma 16 bis della legge 23 dicembre
1994 n° 724 (legge finanziaria per il 1995) ha inoltre disposto che
"...sono altresì esenti (da partecipazione alla spesa sanitaria,
n.d.r.) le prestazioni diagnostiche e terapeutiche, comprese le vaccinazioni
di comprovata efficacia...". Il Ministero della Salute ha di conseguenza
emanato la Circolare n° 13 del 6 giugno 1995 affinché le Regioni
diano concreta applicazione alle disposizioni della legge 724/1995, includendo
le vaccinazioni facoltative contro morbillo, parotite, rosolia, influenza,
Hib, nei rispettivi Piani Sanitari Regionali.
E' buona norma rimandare, a meno di un immediato rischio di
contrarre la malattia bersaglio (situazioni epidemiche), le vaccinazioni
in caso di malattie febbrili acute e in caso di gravidanza.
Affezioni minori, quali raffreddori ed altre infezioni delle vie aeree
superiori, non costituiscono controindicazioni, anche temporanee, alle
vaccinazioni, così come non è necessario rimandare le vaccinazioni
in caso di trattamenti con cortisonici per uso locale o per uso sistemico
a basso dosaggio, e in caso di affezioni cutanee quali dermatosi, eczemi,
infezioni cutanee localizzate. Al contrario, molti stati patologici sono
erroneamente ritenuti delle controindicazioni, rappresentando invece delle
indicazioni assolute ed immediate per alcuni vaccini. (Circolare n°
9 del 26 marzo 1991).
Non debbono essere vaccinati i soggetti che presentino alcune
condizioni cliniche ritenute controindicazioni, assolute o temporanee,
alle vaccinazioni. In generale, i vaccini a base di microrganismi viventi
attenuati (es: antipoliomielitico orale, antimorbillo, antiparotite, antirosolia,
antitubercolare), non debbono essere somministrati a persone con alterazione
del sistema immunitario quali: immunodeficienza congenita o acquisita,
leucemie, linfomi, o in terapia con immunosoppressori (corticosteroidi,
antineoplastici, antirigetto). La vaccinazione dovrebbe essere evitata
durante trattamenti radianti o con chemioterapici, sia a causa di possibili
complicazioni nel caso di vaccini a base di microrganismi viventi attenuati,
che per la risposta anticorpale insufficiente in caso di vaccini inattivati
o di anatossine o vaccini a sub-unità. I pazienti vaccinati durante
un trattamento immunodepressivo o nelle due settimane precedenti l'inizio
della terapia, sono da considerare come non vaccinati. Non sono stati definiti
con assoluta certezza l'esatto quantitativo di corticosteroidi assorbiti
e la durata del trattamento in grado di alterare e sopprimere il sistema
immunitario di un bambino altrimenti sano. Si ritiene che la terapia con
corticosteroidi non controindichi, di solito, la somministrazione di vaccini
viventi quando è a breve termine (meno di due settimane) ed a basso
dosaggio, oppure a lungo termine con somministrazioni a giorni alterni
ovvero se si tratta di terapia di mantenimento o di applicazioni topiche.
La terapia steroidea per aerosol non controindica la somministrazione di
vaccini. Gli effetti di immunosoppressione possono essere molto vari, ma
si ritiene che dosaggi equivalenti a 2 mg/kg o un totale di 20 mg/die di
prednisone sono sufficientemente immunosoppressivi. Il vaccino antipolio
orale è controindicato anche per i soggetti in buona salute, ma
conviventi di persone immunodepresse. La condizione di sieropositività
per HIV (quindi non l'AIDS conclamato) non costituisce in sé una
controindicazione alla somministrazione di vaccini, anche se a base di
virus viventi attenuati; l'OMS raccomanda di effettuare il prima possibile
la vaccinazione antimorbillosa ai bambini HIV positivi, in quanto il rischio
della malattia da virus selvaggio è molto più grande di qualsiasi
rischio associato alla somministrazione del vaccino. I vaccini uccisi o
inattivati possono essere somministrati a pazienti immunocompromessi; in
questi casi la risposta alla vaccinazione può essere non ottimale.
Tutti i vaccini per l'influenza sono raccomandati anche per i soggetti
immunocompromessi ai dosaggi e calendari abituali. Alcuni vaccini, tra
cui l'anti Hib e l'antipneumococco, sono specificamente raccomandati per
alcuni gruppi di pazienti immunocompressi, tra cui quelli con asplenia
anatomica o funzionale. Il vaccino antidifterico-tetanico-pertosse è
controindicato in caso di encefalopatia comparsa entro 7 giorni dalla somministrazione
di una precedente dose. I vaccini allestiti su uova embrionate di pollo
o di anatra (es: antinfluenzale, antimorbilloso o antimorbillo-parotite-rosolia,
antirabbico PDEV) non debbono essere somministrati a persone con allergia
alle proteine delle uova; anche l'ipersensibilità accertata nei
confronti di antibiotici costituisce una controindicazione all'uso di vaccini
che ne contengano anche minime quantità come conservanti. La vaccinazione
è inoltre controindicata in caso di reazione anafilattica ad una
precedente dose dello stesso vaccino (la Circolare n° 9 del 26 marzo
1991). La vaccinazione antiamarillica non deve essere somministrata ai
bambini di età inferiore a 12 mesi. Quando un vaccino o un tossoide
deve essere necessariamente somministrato ad una gestante, rinviarne la
somministrazione fino al secondo o terzo trimestre è una ragionevole
precauzione per ridurre ogni preoccupazione nei confronti dei possibili
effetti negativi sul feto. Tutti i vaccini a virus viventi attenuati, se
possibile, dovrebbero essere evitati e sostituiti con vaccini a virus uccisi.
Lo stato di gravidanza rappresenta una controindicazione assoluta
alla somministrazione del vaccino antirosolia, per la possibilità
(peraltro da alcuni considerata teorica) di sindrome da rosolia congenita;
ugualmente controindicati sono il vaccino antimorbilloso ed antiparotite,
che possono però essere somministrati ai bambini figli o conviventi-contatti
di donne gravide, in quanto la dispersione virale da parte dei vaccinati
è scarsa, intermittente ed incapace di provocare infezione nei contatti,
a meno della coesistenza di uno stato di alterata immunocompetenza. Per
una donna in età fertile che si vaccini contro la rosolia è
raccomandato aspettare almeno tre mesi prima di avviare una gravidanza.
Il vaccino antipolio orale può essere somministrato anche alle donne
in gravidanza, con precauzioni, in caso di rischio imminente di infezione
da virus selvaggio; è comunque preferibile utilizzare il IPV.
Possono essere usati in gravidanza il vaccino antidifterico-tetanico e
l'antinfluenzale. Lo stato di gravidanza non rappresenta una controindicazione
alla somministrazione di immunoglobuline, che sono anzi indicate in alcune
specifiche circostanze (es: contatti precoci con persone affette da rosolia)
Il Ministero della Salute - Direzione Generale della Prevenzione (già
Direzione Generale Servizi Igiene Pubblica - Div. II) provvede a mantenere
delle scorte di medicinali di uso non ricorrente e/o non reperibili
in Italia per la prevenzione o la cura di malattie infettive, diffusive
e parassitarie, per le quali siano imposte la vaccinazione obbligatoria
o misure quarantenarie, nonché contro le epidemie. La richiesta
motivata di tali prodotti può essere presentata (anche per telefax
al numero 06/59944242 - 59944256), a seconda dei casi, dagli Assessorati
Regionali alla Sanità, dalle Aziende USL o direttamente dai presidi
ospedalieri. I farmaci non reperibili in Italia possono essere acquistati
direttamente dalle ditte estere che li producono, previa richiesta di apposita
autorizzazione a loro svincolo doganale, al Dipartimento della Prevenzione.
Tali farmaci vengono impiegati sotto la diretta responsabilità del
medico che ne ha fatto richiesta. I farmaci non registrati in Italia ma
regolarmente autorizzati in Paesi esteri possono essere acquistati direttamente
dalle Ditte estere che li producono, previa richiesta Ufficio di Sanità
marittima, aerea, di confine e di dogana interna competente per territorio
ed al corrispondente Ufficio doganale. Tali farmaci vengono impiegati sotto
la diretta responsabilità del medico che ne ha fatto richiesta.
Istruzioni dettagliate al riguardo sono contenute nel D.M. 11 febbraio
1997, pubblicato sulla G.U. n. 72 del 27 marzo 1997.
Si forniscono di seguito i calendari di vaccinazione usati nei Paesi
appartenenti alle varie Regioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità,
utili agli operatori sanitari impegnati nei Servizi di vaccinazione delle
ASL, che nella loro attività quotidiana possono trovarsi di fronte
a bambini provenienti da Paesi stranieri :
Regione
Europea: WER, n° 31, vol. 70, pagg. 221-228, del 1995
la mortalità infantile è diminuita rapidamente grazie al
debellamento delle malattie infettive. Dal 1970 al 1988 la mortalità
infantile :
malattie infettive : -96%
sistema nervoso : -77.6%
malattie dell'apparato respiratorio : -93.7% (soprattutto malattia a membrane
ialine)
malattie dell'apparato digerente : -76.8%
malformazioni congenite : -31.7% (grazie ai miglioramenti della cardiochirurgia,
anche in utero; tuttavia le leggi italiane vietano la diagnosi genetica
preimpianto nelle tecniche di riproduzione assistita, pur consentendo l'interruzione
volontaria di gravidanza (IVG))
cause perinatali : -65.1%
tutte le cause : -67.4%
Il rapporto tra mortalità infantile in Italia e Svezia è
... :
2.47 per i VLBW
2.14 per i LBW
1.76 per i MBW
la mortalità perinatale resiste, soprattutto nel nostro Paese (che
ha invece eccellenti sopravvivenze nella fascia di età 1-4 anni),
soprattutto nella Regione Valle d'Aosta per la ostile conformazione del
territorio (1 sola azienda ospedaliera ad Aosta !)
la mortalità tra i 14 ed i 19 anni è maggiore al Nord Italia
per incidenti stradali (il maggior reddito familiare consente di offrire
ai figli mezzi di trasporto più precocemente) e tumori (bias da
migrazione sanitaria ?)
In Lombardia (75,000 neonati all'anno) il 10% (7500 neonati all'anno) è
affetto da patologia (4000 con patologia grave)
2500 sono affetti da difetti
congeniti
(strutturali nel 50% dei casi)
tubercolosi
: prevalenza dell'infezione : 12-13%; incidenza dell'infezione : 20 nuovi
casi ogni 100.000 abitanti all'anno; prevalenza della malattia : 5÷6
casi ogni 100.000 abitanti, soprattutto riattivazioni negli anziani; mortalità
: 0.5% dei pazienti con malattia
malaria
: 724 casi nel 1998 (1.3 ogni 100.000 abitanti)
febbre tifoide
: 646 casi nel 1998 (1.1 ogni 100.000 abitanti), di cui 561 nel Sud Italia
(500 in Puglia), 600 mortali
Deve essere osservato il seguente flusso informativo:
1) segnalazione all'unità sanitaria locale, da parte del medico,
per telefono o telegramma entro dodici ore dal sospetto di un caso di malattia;
2) segnalazione immediata dall'unità sanitaria locale alla regione
e da questa al Ministero e all'Istituto superiore di sanità, per
fonogramma telegramma, o telefax, in cui dovranno essere indicati almeno
i seguenti dati: malattia sospettata; nome, cognome, data di nascita, sesso
e residenza del paziente; eventuale luogo di ricovero; fondamenti del sospetto
diagnostico; nome, cognome e recapito del medico segnalante;
3) segnalazione immediata da unità sanitaria locale a regione e
da questa al Ministero e all'Istituto superiore di sanità via telefax
o telegramma dei risultati dell'accertamento del caso (sia positivi che
negativi);
4) segnalazione immediata del Ministero all'OMS dell'accertamento del caso,
ove previsto;
5) compilazione del modello 15 per i casi accertati ed invio dello stesso
da parte dell'unità sanitaria locale alla regione e al Ministero.
Quest'ultimo provvederà alla trasmissione all'ISTAT. Presso ogni
unità sanitaria locale deve essere sempre disponibile, nell'ambito
del servizio di igiene pubblica, un medico appositamente incaricato di
compilare il modello 15 e che dovrà recarsi, all'occorrenza, nel
luogo in cui si trova il paziente per ottenere direttamente, senza intermediari,
le notizie richieste nel modulo.
Il modello 15 e le istruzioni relative alla sua compilazione devono essere
conformi al modello
Deve essere osservato il seguente flusso informativo:
1) segnalazione all'unità sanitaria locale, da parte del medico,
per le vie ordinarie entro 2 giorni dall'osservazione del caso;
2) per i casi rispondenti ai criteri definiti e riportati nelle istruzioni
del modello 15, compilazione ed invio dello stesso modello individuale
di notifica dall'unità sanitaria locale alla regione e da questa
all'ISTAT ed al Ministero per le vie ordinarie. Alla regione devono essere
inviate da parte dell'unità sanitaria locale, oltre i modelli individuali,
anche i dati aggregati mensilmente, suddivisi per fasce di età e
sesso (modello
16);
3) compilazione ed invio dei riepiloghi mensili suddivisi per provincia,
fasce di età, sesso, da regione a Ministero, ISS, ISTAT per le vie
ordinarie (mod.
16-bis). Il modello 15, le istruzioni per la compilazione e il modello
16-bis devono essere conformi ai modelli di seguito riprodotti.
classe III (malattie per le quali sono
richieste particolari documentazioni) : AIDS,
lebbra,
malaria,
micobatteriosi
non tubercolare,
tubercolosi.
Sono già previsti flussi informativi particolari e differenziati.
I flussi informativi, ove non sia disposto diversamente da provvedimenti
particolari, devono avere in comune una parte della scheda di notifica
che verrà inviata all'ISTAT (sezione A), analoga per tutte le malattie
notificabili, con i dati anagrafici del soggetto e l'indicazione della
malattia. La sezione B dei moduli sarà invece differenziata per
raccogliere informazioni epidemiologiche pertinenti. Per le modalità
di notifica dell'AIDS si fa riferimento alle circolari del Ministero della
sanità 13 febbraio 1987, n. 5 (Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio
1987) e 13 febbraio 1988, n. 14, nelle quali vengono riportate indicazioni
che limitano il flusso informativo dal medico direttamente alla regione
e al Ministero (C.O.A., presso ISS). Per la tubercolosi e le micobatteriosi
non turbercolari il modello
15. Alla regione devono essere inviati, da parte delle unità
sanitarie locali, anche i dati aggregati mensilmente suddivisi per fasce
di età e sesso. Un riepilogo mensile per provincia, fascia di età
e sesso deve essere inviato dalla regione al Ministero, ISS e ISTAT per
le vie ordinarie. Per la malaria e la lebbra la sezione A del modello 15
e le modalità di notifica devono essere analoghe a quelle indicate
per la tubercolosi, mentre per quanto riguarda la scheda epidemiologica
si fa riferimento rispettivamente alla circolare del 28 novembre 1989,
n. 32, e alla lettera circolare in 507/G.4/3136 del 13 maggio 1983
Deve essere osservato il seguente flusso informativo:
1) dal medico all'unità sanitaria locale entro ventiquattro ore;
2) dall'unità sanitaria locale alla regione e da questa al Ministero,
all'ISS, all'ISTAT tramite modello 15.
Il modello 15, i criteri e le istruzioni relative alla sua compilazione
devono essere conformi al modello.
classe V (malattie infettive e diffusive
notificate all'azienda sanitaria locale e non comprese nelle classi precedenti,
zoonosi indicate dal regolamento di polizia veterinaria di cui al DPR 8.2.1954,
n. 320, e non precedentemente menzionato). Le unità sanitarie locali
comunicheranno annualmente il riepilogo di tali malattie alla regione e
questa al Ministero per le vie ordinarie. Ove tali malattie assumano le
caratteristiche di focolaio epidemico, verranno segnalate con le modalità
previste per la classe quarta.
Si precisa che il medico è tenuto ad effettuare la notifica indicando
la malattia sospetta o accertata, gli elementi identificativi del paziente,
gli accertamenti diagnostici eventualmente effettuati, la data di comparsa
della malattia. I modelli in allegato devono essere invece compilati esclusivamente
dai competenti servizi di igiene pubblica delle diverse unità sanitarie
locali, attraverso la effettuazione delle inchieste epidemiologiche previste
per legge. Per ciascuna delle classi prima, seconda e quarta, è
stato predisposto uno specifico modello 15; per la classe terza i modelli
15 di segnalazione sono stati modificati in modo pertinente alla documentazione
richiesta per ogni singola patologia inclusa; per la classe quinta è
stato predisposto un modello 16 riepilogativo. Per tutti i casi notificati
in unità sanitarie locali diverse da quella di residenza del paziente,
questa dovrà trasmettere la notifica in tempi brevi all'unità
sanitaria locale di residenza del malato, la quale dovrà eseguire
le opportune inchieste epidemiologiche ed attuare i provvedimenti necessari.
La compilazione del modello 15 va eseguita anche nei casi venuti a morte
prima della notifica. In ogni regione dovrà essere previsto un modulo
di segnalazione da parte del medico che diagnostica il caso, contenente
i dati prima precisati di spettanza del medico stesso, rispondente a criteri
di uniformità e semplicità, tali da garantire una corretta
rilevazione dei dati. Il sistema informativo per le malattie infettive
e diffusive, anche per quelle previste dai regolamenti locali di igiene,
deve assicurare un flusso informativo integrato tra i vari servizi responsabili
e specificamente interessati. Tale sistema sarà integrato con il
sistema informativo nazionale
Acque per uso alimentare : DPR 236/1988
Medicina dei viaggiatori : viaggi in partenza dall'Italia nel 1997
:
per l'Europa : 14.667.000
per le Americhe : 1.477.000
per l'Africa : 676.000
per l'Estremo Oriente e isole dell'Oceano Pacifico : 514.000
per il Medio Oriente : 487.000
per l'Asia del Sud : 146.000
In Italia esistono 80 impianti che termodistruggono l'8% dei rifiuti solidi.
I letti batterici percolatori sono maggiormente indicati per liquami
provenienti da centri medio-piccoli di tipo agricolo.
Ogni anno in Italia ci sono 300.000 feriti per incidenti stradali.